mercoledì 30 novembre 2011

La personalità ed il carattere

In questi giorni mi sto documentando per capire meglio il significato di personalità e capire come scindere questa dal carattere di una persona.
Posto di seguito degli spezzoni di articoli che mi hanno aiutato a capire, finora, e che ho trovato molto interessanti.

Innanzitutto questo, tratto da qui, aiuta a capire proprio la differenza tra carattere e personalità, un concetto che molti di noi hanno chiaro ma che secondo me si trasporta a fatica in un discorso semplice e di veloce comprensione.

Il carattere e la personalità delineano le caratteristiche psicologiche di una persona. Mentre la personalità tiene conto di tutti gli aspetti comportamentali tra cui il rapporto con il prossimo e il grado di evoluzione etico, il carattere indica principalmente il modo di esporsi di una persona e di rapportarsi agli altri, legato al campo della comunicazione.
Una persona può essere cattiva ma dotata di uno splendido carattere, manifestando per esempio una falsa gentilezza, oppure può avere un pessimo carattere, scorbutico, chiuso, ma essere di animo nobile.
Ogni individuo, tramite i suoi atteggiamenti, invia dei segnali a chi gli sta davanti, il quale, recependoli, potrà esprimere un giudizio, un’opinione o afferrare solamente delle informazioni.
Non sempre è possibile definire con certezza il carattere e la personalità di un soggetto in quanto chiunque potrebbe fingere un modo di essere adeguandolo talvolta alle circostanze con cui il mondo gli si presenta innanzi. Chi si comporta così viene etichettato come persona con la doppia (o tripla) faccia.
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Personalità forte e debole
La personalità forte invece rappresenta l’estensione della precedente definizione alla sfera totale dell’io. Chi è forte nella sua persona ha un io interiore che, anche se soggetto a timidezza o ad abbattimenti, non mostra cedimento nelle difficoltà e non si lascia condizionare dagli stimoli esterni senza che prima non siano stati filtrati con la propria testa.
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E’ chiaro che ognuno dovrebbe avere una vera personalità forte, che non significa presuntuosa o arrogante, ma posseduta da uno spirito combattivo ed al tempo stesso pacato e tranquillo, che non si deprime mai e non si lascia abbattere da nessuna difficoltà che incontra sul suo cammino. Ogni errore è un pretesto per migliorare e per abbattere i propri limiti e giungere alla metà che ha sempre desiderato.
Definizione ed etimologia

Tratto da qui, mi ha colpito il significato latino di personalità, ironizzando mi è venuto alla mente il film "The Mask" dove, quando tutto inizia, alla TV in una trasmissione dicono "...tutti indossiamo una maschera, metaforicamente parlando."

Che cos’è la personalità?
Il termine personalità deriva dal latino persona, cioè “maschera”. Oggi indica e rappresenta non tanto la persona in quanto portatrice di una maschera, quanto la persona con le sue più profonde caratteristiche. È una modalità strutturata di pensiero determinata da diversi fattori, quali i sentimenti, comportamenti, stile di adattamento alla realtà, fattori temperamentali, dello sviluppo, dell’educazione, socioculturali.

Lo sviluppo psicobiologico, il contesto socio affettivo e culturale concorrono a formare una serie di tratti stabili nel tempo.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) definisce i tratti della personalità come:“Modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di se stessi, che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali. Solo quando tali tratti sono rigidi e non adattativi e causano compromissione del funzionamento sociale e lavorativo, oppure una sofferenza soggettiva, essi costituiscono i disturbi di personalità.”

Adesso, tutti noi conosciamo persone con delle personalità sicuramente diverse l'una dall'altra, alcune deboli ed altre forti.
Con questo post ho voluto condividere con voi la mia ricerca (costante) di cercare di capire meglio le persone e come tendono a comportarsi per cercare di vivere meglio nel mio contesto sociale e con chi mi circonda. Talvolta per applicare quello che si impara bisogna avere un fermo autocontrollo ed una buona dose di pazienza, io di pazienza ne ho anche troppa ma, ahimè, pecco di autocontrollo che troppe volte lascia il mio IO libero di uscire e subissare chi mi circonda.

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